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	<title>Dj L&#039;Ova Blog &#187; digitale</title>
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	<description>Music &#124; Culture &#124; Hi-Tech</description>
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		<title>Scaramucce digitali</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Dec 2008 11:06:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[digitale]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>

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		<description><![CDATA[Una clamorosa notizia è sbarcata oggi sui giornali: la Warner, il colosso discografico e cinematografico, ha deciso di revocare le concessioni a Google per la visualizzazione dei propri video su YouTube. Come andrà a finire?]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni giorno che passa ci si rende conto sempre di più come l&#8217;era digitale stia veramente rivoluzionando le nostre vite e come le aziende di qualsiasi settore si vedano costrette ad adattare il loro modello di business alle nuove tecnologie e alle conseguenti nuove <em>domande </em>che esse creano.</p>
<p>Nel campo musicale, tutti hanno davanti agli occhi (e nelle loro orecchie) il cambiamento:</p>
<ul>
<li>praticamente <strong>non si trovano più cd singoli</strong>. Ci avevate fatto caso? Forse no, perchè già da tempo hanno smesso di interessarvi (da qui, la loro rimozione dagli scaffali dei negozi)</li>
<li>nelle sale d&#8217;ascolto &#8220;per intenditori&#8221; nei negozi di elettronica figurano mega amplificatori e casse acustiche sempre più avveniristiche ma c&#8217;è da chiedersi a cosa servano <strong>se poi la musica ormai si ascolti solo in mp3</strong> (come noto un formato compresso e quindi qualitativamente degradante&#8230;)</li>
<li>io per primo ormai ascolto la musica collegando il pc allo stereo e mandando in streaming le mie canzoni preferite su <a href="http://www.lastfm.it/" target="_blank">LastFM</a>: fantastico!</li>
</ul>
<p>Un senso della rivoluzione però lo si ha anche e soprattutto a livello di business e dei conseguenti accordi commerciali tra le grandi industrie che possono sconvolgere i nostri equilibri e le nostre abitudini. <em>In meglio o in peggio.</em></p>
<p>Una clamorosa notizia è sbarcata oggi sui giornali e son davvero curioso di sapere come andrà a finire, visto che gli interessi in gioco son davvero molti: la <a href="http://www.warnermusic.it/" target="_blank">Warner</a>, il colosso discografico e cinematografico, ha deciso di revocare le concessioni a Google per la visualizzazione dei propri video su <a href="http://www.warnermusic.it/" target="_blank">YouTube</a>. Questo significa che verranno rimossi tutti i video musicali degli artisti &#8220;Warner&#8221;. Bastano due nomi per capire l&#8217;entità del danno: <em>Madonna </em>e <em>Led Zeppelin</em>&#8230;</p>
<p>La ragione è ovviamente <strong>economica </strong>ma dubito fortemente che le cose rimarranno davvero così.<br />
In una situazione come quella attuale (<em>chi compra ancora i cd e i dvd oggi?</em>) quanto la Warner potrà fare a meno del più grosso distributore mondiale di contenuti audiovisivi (e quindi di pubblicità&#8230;) attualmente esistente?<br />
E&#8217; vero anche il contrario, però: quanto YouTube può sopravvivere senza accordi commerciali con Warner, Sony, Universal? Per sua fortuna le altre major non sembrano intenzionate ad abbandonare questo straordinario veicolo promozionale (talmente straordinario che Google è ancora in forte perdita per il miliardario acquisto di YouTube qualche anno fa) per cui per ora è più vera la prima della seconda&#8230;</p>
<p>Ma è una bella battaglia che si giocherà a tavolino a colpi di dollari. <strong>Si spera, come sempre, non a discapito degli utenti&#8230;</strong></p>
<p>Trovate l&#8217;articolo completo su Repubblica online di <a href="http://www.repubblica.it/2008/12/sezioni/tecnologia/youtube1/warner-divorzio/warner-divorzio.html" target="_blank">oggi</a>.</p>
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		<title>La rivoluzione digitale</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Dec 2008 00:21:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[digitale]]></category>

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		<description><![CDATA[Cd che vengono utilizzati come oggetti di arredamento, schermi LCD utilizzati come fossero riviste, tastiere ormai da buttare perchè sostituite dai touch-screen. Ma che sta succedendo?]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Cd che vengono utilizzati come oggetti di arredamento, schermi LCD utilizzati come fossero riviste, tastiere ormai da buttare perchè sostituite dai touch-screen. Ma che sta succedendo?</p>
<p>Succede una cosa ovvia ormai dagli albori e ancora più chiara per chi, come me, vive la rivoluzione <strong>digitale</strong> da ormai qualche decennio con una velocità esponenziale: l&#8217;uomo non sa stare fermo un attimo e continua a saziare la sua fame di scoperte e di innovazione, divertendosi come un bambino a giocare con i bit ed i suoi derivati.</p>
<p>Sono tutte notizie recenti:</p>
<ul>
<li>stiamo per assistere al sorpasso della musica scaricata su file (legalmente ovviamente. L&#8217;altra ha già effettuato il sorpasso da tempo&#8230;) nei confronti di quella &#8220;registrata&#8221; su supporto fisico. La Atlantic Records (un&#8217;etichetta mica da poco) c&#8217;è già <a href="http://www.corriere.it/economia/08_novembre_26/sorpasso_atlantic_cd_9e1d1122-bbbc-11dd-968a-00144f02aabc.shtml" target="_blank">arrivata</a></li>
<li>la ricerca sfrenata del <em>fashion-look</em> ci sta portando alla meta del &#8220;tutto touch&#8221; e tra breve sarà difficile trovare una tastiera nei telefonini se è vero che persino Nokia si è <a href="http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/08_dicembre_02/cellulari_touch_barcellona_paolo_ottolina_44ed892c-c078-11dd-a787-00144f02aabc.shtml" target="_blank">convertita</a></li>
<li>come prospettato da tempo, si comincia a fare il conto alla rovescia per il trasloco in massa dei giornali cartacei sul web. Dopo l&#8217;annuncio di un anno fa del New York Times di un <a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Economia/2007/02_Febbraio/08/nyt.shtml" target="_blank">possibile abbandono</a> dell&#8217;edizione su carta, anche i quotidiani nostrani cominciano a risentire di questa <a href="http://www.italiachiamaitalia.net/news/121/ARTICLE/11741/2008-11-03.html" target="_blank">crisi</a> e si espandono sempre di più verso il web</li>
</ul>
<p>Esaminate bene queste notizie e troverete un minimo comune denominatore: lo <strong>spazio</strong>!<br />
Si risparmia spazio immagazzinando migliaia di canzoni su un PC o persino in una minuscola pennina (vogliamo paragonarlo alle vagonate di cd o persino di vinili?).<br />
Si risparmia spazio eliminando le tastiere e interagendo direttamente sui monitor.<br />
Si risparmia ancora più spazio (nonchè molta vegetazione boschiva terrestre) eliminando la carta e buttando tutto sui server.</p>
<p>Ovviamente i motivi sono anche altri: la praticità dell&#8217;utilizzo, la rapidità della fruizione dei contenuti, la facilità della diffusione di questi ultimi.<br />
Certo, molti storceranno il naso perchè affezionati al profumo della carta stampata, al ticchettìo delle dita sulla tastiera, alle copertine colorate dei cd e forse sarebbe un peccato perdere definitivamente tutti questi piaceri&#8230;</p>
<p>Ma ce ne faremo una ragione come per tutte le invenzioni che hanno segnato il passo fino ai giorni nostri!</p>
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