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	<title>Dj L&#039;Ova Blog &#187; 70</title>
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	<description>Music &#124; Culture &#124; Hi-Tech</description>
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		<title>Mork &amp; Mindy</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Mar 2009 19:29:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un autentico cult tra i telefilm con i quali son cresciuti i trentenni di oggi è senz’altro Mork e Mindy.Vuoi per la simpatia della serie Tv, vuoi per il lancio di uno dei più bravi attori hollywoodiani: Robin Williams.E’ lui che interpreta Mork, l’alieno arrivato con la sua astronave a forma di uovo dal pianeta Ork, dove i terrestri sono visti come gli animali domestici più fedeli.E giunto sulla terra per studiare il comportamento degli umani incontra Mindy, la giovane commessa che lo accoglie nel suo appartamento. Inevitabile la storia d’amore tra gag e risate!]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Un autentico cult tra i telefilm con i quali son cresciuti i trentenni di oggi è senz’altro Mork e Mindy.Vuoi per la simpatia della serie Tv, vuoi per il lancio di uno dei più bravi attori hollywoodiani: Robin Williams.E’ lui che interpreta Mork, l’alieno arrivato con la sua astronave a forma di uovo dal pianeta Ork, dove i terrestri sono visti come gli animali domestici più fedeli.E giunto sulla terra per studiare il comportamento degli umani incontra Mindy, la giovane commessa che lo accoglie nel suo appartamento. Inevitabile la storia d’amore tra gag e risate!</p>
<p>Mork e Mindy nacque un po’ per caso, grazie alla partecipazione di Robin Williams in una puntata di Happy Days travestito da Mork, appunto. La sua bravura e simpatia colpirono a tal punto Garry Marshall (produttore di Happy Days), che lo convinsero a creare la nuova serie tv: Mork e Mindy. E come dimenticare la sigla italiana: “Nano nano” cantata da Bruno D’Andrea? Un altro di quei tormentoni che rimangono nella vita di chi questi telefilm (e queste musiche) le ha vissute.Da notare che grazie a Mork e Mindy Robin Williams si aggiudicò il Golden Globe nel 1979.</p>
<p>La serie è composta da 92 puntate da 30 minuti e da 3 puntate da 1 ora.</p>
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		<title>Le zattere</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Mar 2009 19:24:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Uno degli emblemi della moda anni settanta.Furono il simbolo della “rivoluzione femminile” un po’ come la minigonna negli anni precedenti.Le “zattere”, per gli americani “platform”, comparvero verso il 1973 per il ritorno alla moda delle gonne lunghe (dopo le minigonne le donne volevano dimostrare di non essere solo gambe…) e si caratterizzavano da un grosso tacco dall’altezza spropositata che consentiva una diminuzione della disparità “altimetrica” tra i due sessi…]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Uno degli emblemi della moda anni settanta.Furono il simbolo della “rivoluzione femminile” un po’ come la minigonna negli anni precedenti.Le “zattere”, per gli americani “platform”, comparvero verso il 1973 per il ritorno alla moda delle gonne lunghe (dopo le minigonne le donne volevano dimostrare di non essere solo gambe…) e si caratterizzavano da un grosso tacco dall’altezza spropositata che consentiva una diminuzione della disparità “altimetrica” tra i due sessi…Furono specialmente in legno, ma si trovavano modelli anche in cuoio e d’estate in sughero.Ebbero la loro massima popolarità nella metà dei settanta e nelle discoteche di fine decennio specialmente in versione stivale. Certamente poco comode per ballare ma incredibilmente appariscenti come richiedeva lo show-business delle disco!</p>
<p>Scomparvero con la fine degli anni 70 sino a ritornare in auge recentemente, insieme alla stravaganza della moda dei seventies.</p>
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		<title>La disco ball</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Mar 2009 19:22:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Se c’è un simbolo delle discoteche del passato questa è sicuramente la mitica palla a specchi!

Geniale perché di una semplicità unica ma estremamente efficace. Basta farla ruotare su se stessa, investirla con un fascio di luce e l’ambiente si riempie di magici riflessi… Nelle più grandi discoteche dell’epoca (Studio 54 compreso) troneggiava dall’alto, maestosa, per diffondere quante più “stelle” possibili tra i corpi scatenati dei ballerini.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Se c’è un simbolo delle discoteche del passato questa è sicuramente la mitica palla a specchi!</p>
<p>Geniale perché di una semplicità unica ma estremamente efficace. Basta farla ruotare su se stessa, investirla con un fascio di luce e l’ambiente si riempie di magici riflessi… Nelle più grandi discoteche dell’epoca (Studio 54 compreso) troneggiava dall’alto, maestosa, per diffondere quante più “stelle” possibili tra i corpi scatenati dei ballerini. O classica, argentata, o a specchi colorati, ancora oggi si trova in diverse disco a distanza di più di vent’anni, nonostante le nuove tecnologie abbiano creato effetti luce poderosi. Perché il fascino della “disco ball” resta ancora oggi immutato, come allora!</p>
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		<title>Santa Esmeralda</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Mar 2009 19:15:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Tra tutte le canzoni anni 70 e 80 ce ne sono alcune che non possono mai mancare in qualunque scaletta di musica revival, sia essa incentrata per tutta la serata o solo per una piccola parte di essa. Stayin' alive, Born to be alive, You make me feel sono tra queste ma una in particolare è l'immancabile inno agli anni 70 e al divertimento di una festa che si rispetti. Stiamo parlando ovviamente della fantastica "Don't let me
be misunderstood", hit colossale che portò alla ribalta in tutto il mondo un gruppo sino ad allora sconosciuto: i Santa Esmeralda.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Tra tutte le canzoni anni 70 e 80 ce ne sono alcune che non possono mai mancare in qualunque scaletta di musica revival, sia essa incentrata per tutta la serata o solo per una piccola parte di essa. Stayin&#8217; alive, Born to be alive, You make me feel sono tra queste ma una in particolare è l&#8217;immancabile inno agli anni 70 e al divertimento di una festa che si rispetti. Stiamo parlando ovviamente della fantastica &#8220;Don&#8217;t let me<br />
be misunderstood&#8221;, hit colossale che portò alla ribalta in tutto il mondo un gruppo sino ad allora sconosciuto: i Santa Esmeralda. Sono loro che, insieme a qualche altro nome celebre della disco anni 70, avviano il successo della latin disco e premono la mano su un tema caro alla disco music targata seventies (vedi i Boney M): la figura macho.</p>
<p>I Santa Esmeralda sono essenzialmente una persona: Leroy Gomez. Nato a Cape Cod nel Massachussettes comincia a suonare seriamente già all&#8217;età di 14 anni e in breve collabora con grandi artisti del calibro dei Tavares e, trasferitosi a Parigi divenuta sua seconda patria, Patrick Juvet, Gilbert Becoud, Laurent Voulzy,&#8230;</p>
<p>Nato come eccellente sassofonista (protagonista in &#8220;Goodbye Yellow Brick Road&#8221; di Elton John) dà una svolta alla sua carriera e alle sale da ballo di mezzo mondo quando intuisce il perfetto conniubo tra rock e disco music, tra ritmi gitani e sound &#8220;moderno&#8221;. Nasce Don&#8217;t let me be misunderstood, originariamente di Nina Simone,<br />
successone da 15 milione di copie! L&#8217;incessante e ritmico battere di mani iniziale è uno dei simboli della disco music e del Revival in genere. E come tradizione disco la versione completa, lunga ben 14 minuti, è un travolgente<br />
incedere di ritmi latini trascinanti.</p>
<p>I Santa Esmeralda non seppero ripetersi allo stesso livello di Don&#8217;t Let me be misunderstood (d&#8217;altronde<br />
eguagliare un successo del genere era opera improponibile) ma &#8220;House of the rising sun&#8221; (dai The Animals) e Gloria (dei Them) mantengono il carisma e la qualità del primo successo. Non male anche la loro partecipazione a uno dei<br />
film cult sulla disco music: &#8220;Thank God It&#8217;s Friday&#8221;. La loro &#8220;Sevilla nights&#8221; non è che una conferma.<br />
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		<title>Bee Gees</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Mar 2009 19:06:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[I Bee Gees, trio anglo-australiano di strepitoso successo, sono i gemelli Maurice e Robin Gibb (nati il 22 dicembre 1949, Isola di Man, Gran Bretagna) e il loro fratello maggiore Barry Gibb (1 settembre 1946, Isola di Man). Originari di una famiglia dello showbusiness risiedente a Manchester, essi cominciarono a suonare già da bambini in rappresentazioni scolaresche nei cinema della città. Nel 1958 si trasferirono con la famiglia in Australia, dove cominciarono a esibirsi come trio a Brisbane, Queensland.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>I Bee Gees, trio anglo-australiano di strepitoso successo, sono i gemelli <strong>Maurice e Robin Gibb</strong> (nati il 22 dicembre 1949, Isola di Man, Gran Bretagna) e il loro fratello maggiore <strong>Barry Gibb</strong> (1 settembre 1946, Isola di Man). Originari di una famiglia dello showbusiness risiedente a Manchester, essi cominciarono a suonare già da bambini in rappresentazioni scolaresche nei cinema della città. Nel 1958 si trasferirono con la famiglia in Australia, dove cominciarono a esibirsi come trio a Brisbane, Queensland. Battezzandosi Bee Gees, abbreviazione di Brothers Gibb, rilasciarono una serie di singoli scritti dal fratello maggiore sotto l&#8217;etichetta Australian Festival Records.</p>
<p>Mentre il loro titolo &#8220;Spicks and Specks&#8221; scalava le classifiche australiane, tornarono a Londra dove fecero un provino con Robert Stigwood, direttore della NEMS Enterprise, la compagnia posseduta dai Beatles. Questo fruttò loro un contratto con la Polydor con la quale pubblicarono &#8220;New York Mining Disaster, 1941&#8243;. I testi intriganti ed evocativi nonché la forza armonica del brano diedero vita ai primi paragoni della band con i Beatles e li fecero salire nelle classifiche britanniche. Durante questo periodo fecero parte del gruppo amici australiani come Colin Peterson (batteria) e Vince Melouney (chitarra). Il secondo singolo inglese &#8220;To Love Somebody&#8221; fu un misto di potenza narrativa e stile ballad. Benchè il titolo non raggiunse neanche la Top 40, esso ebbe diverse cover ad opera di autori come &#8220;Nina Simone&#8221;, e &#8220;The Animals&#8221;. Arrivò poi The Bee Gees First in cui ogni titolo divenne un successo: &#8220;&#8216;Cucumber Castle&#8221;, &#8220;Please Read Me&#8221;, &#8220;Holyday&#8221;. I 14 brani vennero tutti composti dai gemelli e da Barry, che avevano soltanto 17 e 19 anni rispettivamente. Nell&#8217;ottobre del 1967 giunse il loro primo numero 1: &#8220;Massachusettes&#8221;.</p>
<p>Il trio cominciò a sperimentare nuovi percorsi musicali, districandosi tra effetti speciali e nuovi stili armonici, ma il tentativo finì per &#8220;stordire&#8221; i fans che risposero con freddezza al doppio album &#8220;Odessa&#8221;.</p>
<p>Ma si ripresero coi due singoli seguenti: &#8220;World&#8221; e &#8220;Words&#8221; che raggiunsero entrambi la top 10 in Inghilterra.</p>
<p>Dopo lo scarso successo del singolo a doppia facciata &#8220;Jumbo/The Singer Not The Song&#8221; arrivò il loro secondo numero 1 nelle classifiche britanniche: &#8220;I&#8217;ve Gotta Get A Message To You&#8221; che fu anche il loro sesto successo consecutivo nelle classifiche americane. Altri due titoli di rilievo furono poi &#8220;First Of May&#8221; e &#8220;Only One Woman&#8221; (composta per Marbles e che raggiunse la Top 10 in Inghilterra). Senza dubbio i Bee Gees furono uno dei gruppi di maggior successo degli anni 60, ma alla fine del decennio caddero vittima delle loro nuove vite da star. Maurice Gibb si sposò con la pop star Lulu e da lì, entrando nella élite dello showbusiness mondiale, si aprirono le porte dell&#8217;alcool e delle droghe. Un dissenso col fratello Robin Gibb, portò quest&#8217;ultimo a tentare la carriera da solista con un breve successo.</p>
<p>E mentre chiusero gli anni 60 con un nuovo cambio di stile con la country &#8220;Don&#8217;t Forget To Remember&#8221;, Maurice e Barry lavorarono al film &#8220;Cucumber Castle&#8221;. Furono periodi di particolare confusione nei quali ebbero persino problemi legali, legati alla volontà del loro batterista di appropriarsi del nome del gruppo. Maurice e Barry pubblicarono alcuni titoli da solisti finchè ai primi degli anni 70 si riunirono al fratello pubblicando i due titoli: Lonely Days e How can you mend a broken heart che fecero entrambi molto bene negli Stati Uniti.</p>
<p>Dopo altri due successi d&#8217;oltreoceano &#8220;Run To Me&#8221; e &#8220;My World&#8221; ricaddero in un periodo buio con tre anni senza hit. Furono gli anni nei quali si diedero al cabaret nel Batley Variety Club nello Yorkshire.</p>
<p>Il cambio di etichetta dalla Polydor alla nuova etichetta di Stigwood, la RSO, li incoraggiò a produrre con maggiore veemenza. Uscì così Life In A Tin Can con un più fresco stile americano e l&#8217;ingresso nel gruppo del famoso produttore Arif Mardin, fruttarono Mr. Natural e Main Course (1975) che denotano nuove influenze nella musica R&amp;B/soul.</p>
<p>Il gruppo si spostò a Miami dove, insieme a formidabili artisti quali Alan Kendall (chitarra), Dennis Byron (batteria) e Blue Weaver (tastiere) produssero nuova musica di qualità. &#8220;Jive Talkin&#8221;, un singolo pilota dell&#8217;album, ottenne la posizione numero 1 in America e fece ritornare il trio nella Top Ten britannica. Inoltre Olivia Newton-John, sempre per l&#8217;etichetta RSO, portò nella classifica americana la loro ballad stile country &#8220;Come On Over&#8221;. I Bee Gees erano tornati!</p>
<p>Avevano reinventato se stessi, con Mardin che li incoraggiava a una musica sempre più r&amp;b e al canto in falsetto. L&#8217;effetto fu particolarmente notevole in Nights On Broadway che entrò nella Top Ten USA e che più tardi ripetè il successo con la versione di Candi Station. Il loro album seguente, &#8220;Children of the world&#8221;, ottenne il disco di platino, &#8220;You should be dancing&#8221; raggiunse la prima posizione, mentre &#8220;Love So Right&#8221; la terza. La loro straordinaria vena si manifestò anche nei successi che essi scrissero per Yvonne Elliman (If I Can&#8217;t Have You) e per i Tavares (More Than A Woman) che furono inclusi nel disco che nel 1977 li consacrò come le divinità delle discoteche di tutto il mondo: &#8220;<strong>Saturday Night Fever</strong>&#8220;, un successo da 30 milioni di copie!!! Fu così che il gruppo ottenne 6 titoli consecutivi nelle Top Ten: &#8220;How Deep Is Your Love&#8221;, &#8220;Stayin&#8217; Alive&#8221;, &#8220;Nigth Fever&#8221;, &#8220;Too Much Heaven&#8221;, &#8220;Tragedy&#8221; e &#8220;Love You Inside Out&#8221;. Nel 1978 ottennero uno straordinario record: per 4 settimane ebbero 5 titoli nella Top Ten americana!!! Parteciparono alla colonna sonora di un altro straordinario classico di tutti i tempi: Grease e furono i protagonisti del film Sgt. Pepper&#8217;s Lonely Hearts</p>
<p><object width="425" height="344" data="http://www.youtube.com/v/OCAjmuA1HDk&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=it&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/OCAjmuA1HDk&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=it&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
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		<title>Average White Band</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Feb 2009 08:26:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Mitico gruppo scozzese formatosi nel 1972 specializzato più in funk e soul piuttosto che nel genere disco. Il nome deriva dalla fusione di due mondi ben diversi: la Scozia (paese d'origine dei componenti della band) e l'America (con il funk e il soul suonati dagli AWB).]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Mitico gruppo scozzese formatosi nel 1972 specializzato più in funk e soul piuttosto che nel genere disco. Il nome deriva dalla fusione di due mondi ben diversi: la Scozia (paese d&#8217;origine dei componenti della band) e l&#8217;America (con il funk e il soul suonati dagli AWB).</p>
<p>Il loro LP di debutto fu &#8220;Show Your Hand&#8221; incoronato dalla loro prima performance live con un&#8217;apparizione a un concerto di Eric Clapton.</p>
<p>Dopodiché esplosero con il loro più grande successo internazionale: &#8220;Pick Up The Pieces&#8221;, un fantastico pezzo tra il jazz e il funk che pubblicarono con l&#8217;acronimo AWB il cui logo divenne celebre per la W disegnata riprendendo le forme posteriori femminili&#8230;</p>
<p>Fu un successo strepitoso che venne minato soltanto dalla scomparsa prematura di Robbie McIntosh (morto per un&#8217;overdose di eroina ad una festa), sostituito alla batteria da Steve Ferrone.</p>
<p>Le classifiche continuano a vederli protagonisti con i successi &#8220;Cut the Cake&#8221;, &#8220;If I Ever Lose This Heaven&#8221; e &#8220;Queen Of My Soul&#8221;.</p>
<p>In seguito nascono collaborazioni con grandi del calibro di Ben E. King, Duran Duran, Paul McCartney sino ad arrivare ad anni più recenti dove ritornano sulle scene con i loro ultimi album &#8220;Soul Tattoo&#8221; (1996) e il live &#8220;Face To Face&#8221; (1999).</p>
<p><object width="425" height="344" data="http://www.youtube.com/v/9e6BpbXsQCA&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/9e6BpbXsQCA&amp;hl=it&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
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		<title>Abba</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Feb 2009 08:19:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L'acronimo ABBA, coniato nel 1973, rappresenta l'unione di 4 artisti al top della musica pop svedese:

Agnetha Faltskog (5-04-1950) aveva raggiunto il successo nel proprio paese con la hit del 1968 "I Was So In Love"; Bjorn Ulvaeus (25-04-1945) era precedentemente apparso con il gruppo stile folk Hootenanny Singers (originariamente conosciuti come i Westbay Singers). Essi registrarono e rilasciarono anche alcuni album oltreoceano come Northern Lights, prima dell'avvento di Benny Andersson (16-12-1946), apparso occasionalmente con il suo gruppo beat popolare, gli Hep Stars.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;acronimo ABBA, coniato nel 1973, rappresenta l&#8217;unione di 4 artisti al top della musica pop svedese:</p>
<p><strong>A</strong>gnetha Faltskog (5-04-1950) aveva raggiunto il successo nel proprio paese con la hit del 1968 &#8220;I Was So In Love&#8221;; <strong>B</strong>jorn Ulvaeus (25-04-1945) era precedentemente apparso con il gruppo stile folk Hootenanny Singers (originariamente conosciuti come i Westbay Singers). Essi registrarono e rilasciarono anche alcuni album oltreoceano come Northern Lights, prima dell&#8217;avvento di <strong>B</strong>enny Andersson (16-12-1946), apparso occasionalmente con il suo gruppo beat popolare, gli Hep Stars.<br />
L&#8217;unico non svedese fu il cantante solista <strong>A</strong>nni-Frid Lyngstad (15-11-1945, Narvik, Norvegia, più tardi meglio conosciuto come Frida), e, a seguito della rottura del gruppo Hep Stars nel 1969, Bjorn e Benny riunirono le proprie forze per un album, Lycka.</p>
<p>Dopo la sua pubblicazione nel 1970 il duo cominciò a lavorare come produttori alla Polar record company di Anderson. Nel frattempo Ulvaeus continuò a lavorare con gli Hootenanny Singers.</p>
<p>Il matrimonio di Bjorn e Agnetha, seguito più tardi da quello di Benny e Anny-Frid, portò a basare il concetto degli ABBA su fondamenti romantici. L&#8217;Eurovision Song Contest servì a sfogare le loro ambizioni in ambito internazionale e dopo il tentativo di ingresso nelle qualificazioni svedesi di Anne-Frid come solista nel 1971, il quartetto, allora conosciuto come Bjorn &amp; Benny, Agnetha &amp; Anni-Frid, cercò di rappresentare il proprio paese con &#8220;Ring Ring&#8221; nel 1973.<br />
Raggiunsero finalmente il successo come ABBA l&#8217;anno seguente, con la più raffinata &#8220;Waterloo&#8221;, che non solo vinse la gara, ma raggiunse le vette delle classifiche inglesi e, incredibilmente, anche la Top Ten americana.</p>
<p>Il successo in seguito ottenuto con la riproposizione di &#8220;Ring Ring&#8221; e di &#8220;I Do I Do I Do I Do I Do&#8221; stette ad indicare il dominio nelle classifiche che da lì in poi sarebbe arrivato. Nel settembre 1975, gli ABBA ritornarono con il successo mondiale &#8220;SOS&#8221;, una grande produzione pop caratterizzata da armonie e arrangiamenti melodici di primo livello. Questi ingredienti classici della sonorità degli ABBA furono messi in risalto nella loro prima trilogia di successi nelle classifiche inglesi: &#8220;Mamma Mia&#8221;, &#8220;Fernando&#8221;, e &#8220;Dancing Queen&#8221;, che trovarono grande riscontro anche in Australia e Germania, e più o meno in ogni altro paese del mondo. L&#8217;ultimo fu anche l&#8217;unico loro successo a piazzarsi come numero 1 in America e li fece esplodere nell&#8217;olimpo della musica pop, con vendite che non si registravano più dall&#8217;epoca d&#8217;oro dei Beatles.</p>
<p>Perfettamente consapevoli del loro strepitoso momento, intrapresero un tour in Europa e Australia nel 1977, caratterizzato soprattutto dalla loro stravaganza nei costumi e nelle scene. Quello stesso anno celebrarono una seconda trilogia di successi in Inghilterra: &#8220;Knowing Me Knowing You&#8221;, &#8220;The Name Of The Game&#8221; e &#8220;Take A Chance On Me&#8221;), le cui grazie furono immortalate in alcuni tra i migliori video promozionali del periodo. Benchè Abba: The Movie fu meno memorabile, non c&#8217;è dubbio che consolidò il loro successo mondiale. Fu così che anche agli inizi degli anni 80 esordirono con due numeri 1: &#8220;The Winner Takes It All&#8221; e &#8220;Super Trouper&#8221;, che fece loro raggiungere l&#8217;incredibile quota di nove numeri 1 nelle classifiche inglesi in sei anni!</p>
<p>Anche se la fine dei loro matrimoni minò l&#8217;unione del gruppo essi mantennero un alto profilo, sino a far primeggiare nel 1982 la casa automobilistica svedese Volvo con la loro sponsorizzazione. Dopodichè il gruppo si sciolse. Agnetha Faltskog e Anni-Fred (Frida) intrapresero la carriera di soliste trovando però scarso successo. Bjorn e Benny nel frattempo si concentrarono nella composizione e instaurarono una produttiva relazione con Tim Rice, culminando con il musical Chess. Nel 1990 la band australiana Bjorn Again godette di qualche successo con un tour interamente basato su cover degli ABBA.</p>
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		<title>Funk!</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jan 2009 21:17:24 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Mix]]></category>
		<category><![CDATA[70]]></category>
		<category><![CDATA[funk]]></category>
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		<description><![CDATA[Un mix che omaggia le radici del ritmo e del groove: il Funk, quell'irresistibile miscela di Africa e America, forse vera essenza della tanto amata musica anni 70.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Le radici del ritmo, del groove, quell&#8217;irresistibile miscela di Africa e America&#8230; questo e molto altro è il <strong>Funk</strong>, forse vera essenza della tanto amata musica anni 70.</p>
<p>Un pò come la disco ha identificato i <em>Tony Manero</em>, il rock i <em>capelloni</em>, il Funk è <em>l&#8217;icona dell&#8217;uomo di colore con i pantaloni a zampa e i capelli cotonati</em>&#8230;</p>
<p>Il mix è in realtà maggiormente l&#8217;espressione dell&#8217;evoluzione che il funk ebbe alla fine degli anni 70 sino a metà degli anni 80 con un sound soft e  raffinato ma pur sempre irresistibile che ancora oggi rimane perfetto per locali &#8220;lounge-style&#8221;.<br />
In esso ho voluto omaggiare artisti geniali che hanno dato vita a sonorità che sono alla base di tutta la musica ritmata (specie quella black). E non c&#8217;è solo America, ma anche un pò di Italia con Pino D&#8217;Angiò e Change, vero orgoglio della nostra terra!</p>
<p>1. Try it out &#8211; Gino Soccio<br />
2. Ma quale idea &#8211; Pino D&#8217;Angiò<br />
3. A lovers holiday &#8211; Change<br />
4. Can&#8217;t fake the feeling &#8211; Geraldine Hunt<br />
5. Does it feel good &#8211; BT Express<br />
6. Are you ready &#8211; Billy Ocean<br />
7. Saturday night &#8211; T Connection<br />
8. Do the bus stop &#8211; Fatback Band<br />
9. Let&#8217;s start the dance &#8211; Hamilton Bohannon<br />
10. I got my mind made up &#8211; Instant Funk</p>
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		<title>Greatest 70</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Dec 2008 00:03:19 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[discomusic]]></category>
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		<description><![CDATA[Subito dopo la realizzazione del mio primo mix in digitale, Greatest 80, il naturale seguito fu Greatest 70 con le sonorità dedicate interamente ai pezzi riempipista del periodo magico della disco music.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Subito dopo la realizzazione del mio primo mix in digitale, <a href="http://www.djlova.com/?p=26">Greatest 80</a>, il naturale seguito fu Greatest 70 con le sonorità dedicate interamente ai pezzi riempipista del periodo magico della disco music.<br />
Anche in questo caso 35 minuti esplosivi dove ben 24 titoli esplodono uno dopo l&#8217;altro per far rivivere la magia dei mitici anni 70!</p>
<p><strong>Tracklist</strong></p>
<p>1. Born to be alive &#8211; Patrick Hernandez<br />
2. You make me feel &#8211; Bronski Beat<br />
3. Disco inferno &#8211; The Trammps<br />
4. Don&#8217;t leave me this way &#8211; Bronski Beat<br />
5. You should be dancing &#8211; Bee Gees<br />
6. Cuba &#8211; Gibson Brothers<br />
7. YMCA &#8211; Village People<br />
8. Can&#8217;t take my eyes off of you &#8211; Boystown Gang<br />
9. September &#8211; Earth Wind &amp; Fire<br />
10. Stomp &#8211; Brothers Johnson<br />
11. Let&#8217;s all chant &#8211; Michael Zager Band<br />
12. Daddy cool &#8211; Boney M<br />
13. In the navy (intro) &#8211; Village People<br />
14. Go west &#8211; Village People<br />
15. Don&#8217;t let me be misunderstood &#8211; Santa Esmeralda<br />
16. You gave me love &#8211; Crown Heights Affair<br />
17. Stand up sit down &#8211; AKB<br />
18. Gimme some &#8211; Jimmy Bo Horne<br />
19. Black is black &#8211; Belle epoque<br />
20. Celebration &#8211; Kool &amp; The Gang<br />
21. Ring my bell &#8211; Anita Ward<br />
22. We are family &#8211; Sister Sledge<br />
23. Fresh &#8211; Kool &amp; The Gang<br />
24. I will survive &#8211; Gloria Gaynor</p>
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