• Culture

    Posted on November 10th, 2009

    Written by Dj L'Ova

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    Capolavoro alieno

    «Raccogliere esemplare. Precedenza assoluta. Assicurare ritorno organismo per analisi. Qualsiasi altra considerazione è secondaria. Equipaggio sacrificabile.»

    Ieri ho rivisto Alien, il capolavoro di Ridley Scott e pensavo come non solo rappresenti la base di riferimento di film ambientati nello spazio ma anche per quelli horror in generale.

    Pensavo esattamente che un qualsiasi regista che si appresti a girare un film di fantascienza e/o tensione dovrebbe prima guardarsi 150 volte Alien, impararlo a memoria e capire come si realizza un film del genere.

    E’ vero, i fosfori verdi, il sistema vocale del computer madre, i monitor bombati o le mille lucine e bottoncini alla Spazio 1999 fanno tenerezza eppure hanno fascino pure quelli.

    Tutto passa in secondo piano perchè ogni stato emotivo umano che dovrebbe essere solleticato in un film di tensione effettivamente viene solleticato eccome: paura, schifo, angoscia. Grazie al sistema di ripresa basato su primi piani, soggettive, macchina in movimento. Ai dialoghi, pochi ma efficaci, ai giochetti sadici (le goccioline d’acqua che cascano sul viso di Brett che ti angosciano, salvo poi rimandare l’attacco a qualche scena dopo), all’analisi della storia in ogni aspetto e non solo nelle parti d’azione, ridotte, anzi, all’osso.

    Fa quasi più terrore quello schifoso essere appiccicato sulla faccia di Kane che le scene truculente all’interno dei claustrofobici cunicoli della Nostromo.

    E’ un film talmente favoloso che persino la Weaver, non proprio il mio ideale di donna, in quel film appare sexy…

    Quando infine riguardo la data di creazione della pellicola, 1979, rimango allibito. Anni luce avanti a moltissimi film del genere degli anni seguenti, punto di partenza per i capolavori più recenti.
    Grande, grandissimo Ridley Scott.

    This entry was posted on Tuesday, November 10th, 2009 at 9:54 and is filed under Culture. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.
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